Aprono due negozi in zona caserma Colli di Felizzano. L’impegno dell’Amministrazione per l’ex Upim e il riuso degli immobili dismessi.


In un panorama di grave crisi economica vanno salutati come fiori “bucaneve” i due negozi che hanno aperto la loro attività venerdì in Asti.

Dopo alcuni mesi di chiusura ha riaperto i battenti il locale di via Fontana che per anni ha ospitato Palmar: sempre abbigliamento con grandi firme e prodotti di qualità per l’insegna “Tang’ho: Abbigliamento, grandi firme, vintage, king economy”.

In corso Alfieri 14, tra la Caserma Colli di Felizzano e il Battistero di San Pietro, ha aperto un’attività di tutt’altro genere: “Energy Time”, specializzata in risparmio energetico.

Nel negozio la possibilità di acquistare prodotti nel settore del fotovoltaico, pompe di calore, solare termico, mobilita' elettrica, erogatori d'acqua, illuminazione led, luce e gas.

Ad entrambe le inaugurazioni, avvenute ieri, venerdì, ha partecipato il vicesindaco Davide Arri, che ha ricordato come l’Amministrazione, con il Sindaco e la Giunta,  stiano lavorando alacremente per favorire il riuso degli immobili dismessi della zona (in particolare la Caserma e l’Upim) intrattenendo rapporti con alcuni operatori privati al fine di verificare i provvedimenti più utili a incentivare le iniziative imprenditoriali che possano (insieme al rinnovato impulso dato alle attività dell’Università, che ha aumentato il numero di studenti presenti in zona, con i nuovi iscritti a scienze motorie e i partecipanti all’incubatore di imprese) rivitalizzare la zona.

 

Approvato il progetto esecutivo per il completamento di Palazzo Alfieri, finanziato con i fondi Pisu

E’ stato approvato il progetto esecutivo (quindi verrà messo in appalto a breve) delle opere di completamento di Palazzo Alfieri, la cui riapertura al pubblico dopo decenni è un obbiettivo prioritario dell’Amministrazione Comunale.

Le opere ammontano ad un costo complessivo di 655.000 euro, in gran parte di fondi europei e regionali acquisiti dal Comune di Asti con il progetto Pisu (571.000 euro) e cofinanziato in parte con fondi propri del Comune e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, per 55 mila euro.

L’intervento prevede il completamento di tutte le opere edili ed impiantistiche di tutto l’edificio con un unico intervento ed allestimento della Casa Natale, del Museo, della Biblioteca e degli Archivi, il tutto mirato a fare di Palazzo Alfieri un grande contenitore museale, con varie sezioni espositive correlate tra loro, unificando impianti, centrali tecnologiche, spazi comuni, servizi e percorsi.

Le varie sezioni espositive avranno ognuna la propria autonomia, il tutto per operare in una sinergia unitaria mirata alla massima valorizzazione e fruizione del Palazzo ed all’inserimento ottimale nel sistema museale integrato della città.

“Queste opere –spiegano il Sindaco Brignolo e l’Assessore ai lavori pubblici Bianchino- renderanno tutti i locali del Palazzo perfettamente funzionali e funzionanti”.

“Subito dopo – aggiungono Brignolo e Bianchino- si procederà con gli allestimenti della Casa Natale, del Museo, della Biblioteca Alfieriana, degli archivi e dei depositi; il tutto tramite un ulteriore appalto per il quale è già prevista la copertura finanziaria: con gli arredi originari, gli apparati decorativi, i dipinti, le ricche collezioni di costumi, i bozzetti e i modellini di scenografie, verrà ricreata quella teatralità tanto cara al trageda”.

I locali avranno le seguenti destinazioni: al piano interrato depositi; al piano terreno, nel cortile d’onore nel locale sotto il terrazzo, reception, biglietteria, bookshop, centrale di controllo e supervisione di tutto il Palazzo; nell’atrio a sinistra, Fondazione Guglielminetti; nell’atrio a destra, torre medievale e biblioteca; nei locali ex Biblioteca Civica, Museo degli Arazzi; nel giardino Guglielminetti, esposizione di sculture dello scenografo e spazio attrezzato per spettacoli all’aperto.

Al piano ammezzato sopra i locali reception: direzione, ufficio e archivio a servizio di tutte le sezioni presenti nel Palazzo.

Al primo piano: Casa Natale e Museo Alfieriano con biblioteca storica ed archivio. Nel salone detto del Podio, destinato a documentare la fortuna teatrale delle opere alfieriane, spazio attrezzato per convegni e proiezioni. Nei locali sottotetto: depositi riservati al Museo degli Arazzi ed alla Fondazione Centro di Studi Alfieriani.

L’allestimento sarà mirato alla valorizzazione dei locali storici, nella fedele ricostruzione filologica degli ambienti, con l’obiettivo di informare e documentare il visitatore, trasmettendo emozioni e nello stesso tempo stimolando il desiderio di “notizie”. Nelle sale espositive, il materiale storico sarà integrato da postazioni multimediali e di realtà virtuale, finalizzate a fornire ai visitatori ed agli studiosi le più esaustive informazioni e documentazioni. Nello stesso tempo, per via informatica, sarà possibile dialogare con il museo,visitando gli archivi, le collezioni, i siti e quant’altro, il tutto mirato ad esporre quanto più possibile (senza rischi di degrado per i documenti antichi), informare, documentare ma soprattutto a “creare emozioni” e a lasciare nei ricordi “il piacere della visita”.

 

 

 

Porte aperte alla “SCIA”. Continua la lotta alla burocrazia con la Variante 31, la digitalizzazione dell’archivio e della presentazione delle pratiche edilizie.


In base alla normativa vigente i comuni avrebbero dovuto individuare con propria deliberazione, da adottare entro il 30 giugno 2014, le aree nelle quali non è applicabile la “SCIA - segnalazione certificata di inizio attività”: procedura semplificata che consente al professionista di certificare la legittimità dei lavori e iniziarli comunicandolo al Comune il giorno stesso, (senza necessità di attendere trenta giorni, come avveniva con la “DIA dichiarazione di inizio attività”) per interventi edilizi di demolizione e ricostruzione e per le varianti ai permessi di costruire, comportanti modifiche della sagoma, negli immobili ricadenti nei centro storici.

Al fine di semplificare il più possibile le procedure la Giunta Comunale ha deciso di non individuare alcuna zona di esclusione. Le Norme Tecniche di Attuazione del vigente Piano Regolatore disciplinano già in maniera puntuale e dettagliata gli interventi ammissibili sugli immobili siti sia all’interno del centro storico che nelle zone equipollenti, a seconda del livello di tutela previsto per ciascuno di essi in relazione al proprio valore storico, architettonico e documentale. Per questo la Giunta Comunale ha ritenuto di non dover limitare gli interventi edilizi realizzabili mediante S.C.I.A., qualora consentiti dalle Norme Tecniche di Attuazione del vigente Piano regolatore.

“I comuni devono fare tutto il possibile per semplificare e non aggiungere ostacoli burocratici all’esercizio delle attività dei privati: soprattutto in un contesto già costruito in cui gli interventi sono di ristrutturazione degli edifici esistenti e non comportano nuovo consumo di suolo e particolare attenzione va riservata al comparto dell’edilizia da sempre traino dell’economia locale che oggi attraversa invece un momento di grave crisi” hanno dichiarato il Sindaco Brignolo e il Vicesindaco, assessore all’urbanistica Arri.

“La lotta alla burocrazia nel comune di Asti passa anche attraverso la semplificazione delle norme tecniche di attuazione prevista nella Variante 31 al Piano Regolatore che ha già ultimato il suo percorso in commissione urbanistica ed è attualmente sottoposta alla verifica di assoggettamento alla Valutazione di Impatto Ambientale; la digitalizzazione dell’archivio delle pratiche urbanistiche, di cui si è realizzato già un primo lotto; la presentazione on line delle pratiche edilzie di cui si è avviata la fase di sperimentazione” concludono Brignolo e Arri.

Approvato il progetto di ristrutturazione del centro Giraudi ex chiesa di San Giuseppe


E’ stato approvato il progetto esecutivo per la ristrutturazione della ex chiesa di San Giuseppe, che ospita il teatro Giraudi.

L’intervento che prevede un investimento di 100.000 euro comprende: 1) la revisione di una porzione della copertura della navata principale che attualmente presenta una perdita; 2) il risanamento di parte degli intonaci ammalorati (prevalentemente collocati nella parte bassa della chiesa) sulla facciata principale e sui prospetti est ed ovest; 3) la realizzazione di un servizio igienico per gli attori e realizzazione di un locale per camerini e spogliatoi; 4) il risanamento di parte degli intonaci della ex sacrestia, utilizzata come ingresso al teatro, e degli intonaci dell’attuale antibagno; 5) la realizzazione del nuovo ingresso esterno dalla ex sacrestia tramite pavimentazione di collegamento con il parcheggio su Piazza S. Giuseppe e il risanamento degli intonaci esterni della ex Canonica.

Come tutti i progetti rientranti nel finanziamento europeo e regionale PISU, dovrà essere appaltato e realizzato entro giugno 2015.

La Chiesa era stata oggetto di interventi di restauro ultimati nel 1999 per l’anno del Giubileo in base a un progetto che costituiva un primo lotto funzionale al quale avrebbe dovuto fare seguito un secondo lotto di ultimazione mai realizzato.

L’intervento attuale non ancora ultimativo costituirà un ulteriore passo in avanti per il mantenimento e miglioramento della struttura.

Passo in avanti per la Tangenziale sud ovest che sarà sul lungo Borbore. Condivisione di tutti gli Enti.


La Tangenziale sud ovest di Asti ha registrato un importante passo in avanti: tutti gli Enti preposti (Comune di Asti, Provincia di Asti, Regione Piemonte, Ministero dei Trasporti e società concessionaria Asti Cuneo s.p.a.) hanno infatti condiviso la soluzione progettuale della strada di lungo Borbore.

Questa soluzione consentirà di superare il parere negativo formulato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali sul progetto che prevedeva il passaggio in galleria sotto la collina di San Pietro.

La decisione è stata assunta dal Tavolo Tecnico convocato lo scorso 26 gennaio dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il cui verbale è stato trasmesso nei giorni scorsi dal Ministero agli Enti preposti, così rendendo ufficiale la decisione.

“E’ importante che tutte le forze politiche, economiche e sociali del territorio siano coese e compatte nel sostenere un progetto che riveste un’importanza strategica per la Città” ha dichiarato il Sindaco Brignolo, che ha rappresentato il Comune di Asti al Tavolo Tecnico.

“La realizzazione del collegamento a sud ovest, tra la Boana e il casello di  ovest, con prosecuzione fino all’ospedale, è un traguardo importante non solo per la Città, che oggi vede quotidianamente paralizzato dal traffico molto rallentato, tutto l’anello costituito da corso Savona, Gramsci, Don Minzoni, Torino, ma anche per tutti i comuni del sud della Provincia che hanno necessità di raggiungere l’ospedale in tempi rapidi” ha aggiunto il Sindaco.

“La realizzazione della strada sul tracciato del Borbore, con un numero significativo di rotonde che consentiranno di distribuire il traffico sulla viabilità cittadina, consentirà di decongestionare la zona sud ovest della Città e conseguentemente aprirà la possibilità di attuare una estensione verso ovest della zona a traffico limitato, che oggi è frenata dalla impossibilità di dirottare altro traffico sull’anello di corso Don Minzoni e viale Partigiani, già troppo congestionato”.

Il prossimo passaggio sarà ora costituito dalla emanazione di un formale nuovo incarico di progettazione da parte del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti alla società concessionaria, la Autostrada Asti Cuneo s.p.a., che si è già impegnata a predisporre lo studio di fattibilità entro due mesi dal ricevimento dell’incarico.

“La preoccupazione espressa dalla Consigliera Cotto circa il fatto che il Ministero, dallo scorso gennaio, non abbia ancora provveduto a formalizzare l’incarico è condivisibile, anche se occorre tener conto del fatto che siamo di fronte a una procedura che è iniziata quindici anni fa, rispetto alla quale un tempo di alcuni mesi per un passaggio ministeriale può essere fisiologico” ha commentato Brignolo.

“E’ probabile –ha aggiunto il Sindaco- che il Ministero attenda, prima di confermare l’incarico di progettazione, di portare a compimento la rinegoziazione dei termini economici della convenzione con la società concessionaria dell’Asti-Cuneo, che ne ha fatto richiesta adducendo di avere incassi inferiori a quelli previsti al momento del rilascio della concessione”.

“E’ molto importante che tutti gli enti del territorio astigiano e la Regione siano compatti e vigilino affinché in sede di rinegoziazione della convenzione tra Ministero e Società concessionaria, la nostra tangenziale, non venga stralciata dal piano finanziario” ha aggiunto Brignolo.

Il progetto di tangenziale allegato alla concessione autostradale prevedeva la realizzazione di una strada con doppia galleria sotto la collina di Valle San Pietro, ma tale ipotesi non ha superato il vaglio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che in data 14.10.2011 aveva formulato parere contrario suggerendo la soluzione di Lungo Borbore. A seguito di tale parere contrario erano pervenute le sollecitazioni a sospendere l’iter della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per esaminare le possibili soluzioni alternative.

Nuovi interventi nella Zona Est della Città in Corso Alessandria (Trony-Catering), sulla Scuola Pascoli e sul Palsanquirico.


Nel corso della seduta odierna la Giunta Comunale ha approvato il Protocollo d’Intesa per la realizzazione del Piano Particolareggiato “COMAL”, destinato a migliorare l’ingresso Est della Città in Corso Alessandria, all’altezza dell’incrocio con Via Maggiora e a realizzare alcune importantissime opere pubbliche: la ristrutturazione della Scuola Elementare Pascoli e il rifacimento del campo del Palasanquirico, utilizzato al mattino dalle scuole e dalla facoltà universitaria di scienze motorie e al pomeriggio dalle società sportive, in particolare dalle squadre di calcio a cinque.

Il Piano Particolareggiato consentirà alla Comal s.r.l. di ampliare le due medie strutture di vendita già esistenti, il Trony e il Catering (quest’ultimo che oggi vende solo all’ingrosso inoltre potrà vendere anche al minuto), che ricadono in un’area già classificata dal nostro Piano Regolatore come Localizzazione commerciale urbana non addensata di tipo L1.

Oltre al completamento urbanistico di una zona oggi incompiuta, tramite la realizzazione delle opere di urbanizzazione secondo gli oneri dovuti per legge, il Comune ricaverà numerosi altri vantaggi dall’intervento. L’Amministrazione ha infatti chiesto e ottenuto che i proponenti, a fronte del vantaggio che ricaveranno dallo sblocco della loro area, si rendano disponibili a realizzare opere di urbanizzazione in misura ulteriore rispetto al dovuto che saranno destinate ai citati interventi sulla Scuola Pascoli e sul Palasanquirico, per un ammontare complessivo di 250.000 euro.

“La delibera della Giunta rientra nello specifico disegno dell’Amministrazione Comunale che intende, vista la crisi economica in corso, sbloccare con celerità tutte le pratiche che possono movimentare l’economia astigiana – dichiarano il Sindaco Fabrizio Brignolo e gli Assessori all’Urbanistica Davide Arri ed al Commercio Marta Parodi - attivando investimenti che comportano lavori edili e nuove attività imprenditoriali”.

Nel caso di specie si attivano lavori per circa 1.400.000 euro di progettazioni e lavori edili. L’Amministrazione ha deciso di rompere gli indugi ed accelerare ogni progetto che può contribuire a dare fiato al settore dei lavori di costruzione e ristrutturazione edilizia: dagli interventi del Piano PISU in zona sud - ovest per oltre dieci milioni di euro, alla realizzazione del Teleriscaldamento per cinquanta milioni.

“I nuovi interventi su Corso Alessandria (Trony e Catering) sono coerenti con la filosofia commerciale dell’attuale Amministrazione, - specificano Brignolo, Arri e Parodi - che non ammette nuovi centri commerciali e grandi strutture di vendita ma incentiva le piccole e medie strutture e gli esercizi “monomarca”.

Queste tipologie di negozi di medie dimensioni, infatti, sono di richiamo per una clientela di scala sovralocale (almeno provinciale) e hanno il vantaggio di non trattenere i clienti in una struttura chiusa come un centro commerciale ma di incentivare chi raggiunge la Città per un acquisto specifico, a visitare (una volta soddisfatta l’esigenza principale) anche il resto del tessuto commerciale.

“Gli interventi sulla Pascoli e sul Palasanquirico confermano un’altra priorità dell’Amministrazione: gli investimenti sulla scuola e per lo sport giovanile” concludono il Sindaco Brignolo, il Vicesindaco Arri e l’Assessore Parodi.